Un’azienda possiede determinate risorse (finanziarie, impianti, attrezzature, reputazione, brand, tecnologia, umane) che costituiscono i fattori produttivi, mentre le competenze si acquisiscono mediante integrazione e coordinamento delle risorse; la combinazione di risorse e competenze definisce le capacità imprenditoriali. Risorse, competenze e capacità imprenditoriali determinano i comportamenti strategici dell’impresa.
Appare evidente che il successo di un’azienda dipenderà dal modo in cui vengono sfruttate le risorse. A questo punto dobbiamo definire le capacità imprenditoriali e quelle manageriali. La capacità imprenditoriale è riferita all’imprenditore che deve essere capace di valutare il sistema dell’offerta e in base alle sue capacità mettere in atto un sistema basato su processi di vigilanza, di definizione delle opportunità e di acquisizione di risorse. La capacità manageriale consente di valorizzare al meglio le capacità imprenditoriali attraverso i processi organizzativi aziendali e sinergicamente entrambe contribuiscono all’incremento della competitività aziendale. Pertanto risorse e competenze aziendali saranno tanto più valorizzate quanto più saranno efficienti i processi organizzativi. Ma talvolta l’azienda non possiede tutte le risorse e le competenze necessarie per cui può acquisirle dall’esterno oppure operare un processo interno di apprendimento e di integrazione.
Per quanto riguarda la competitività bisogna evidenziare che questa presenta molteplici aspetti: la competitività di livello, ossia quello a cui facciamo riferimento, si può partire dal livello nazione sino a giungere a quello di singolo prodotto; la competitività di risultato ossia le performance raggiunte; la competitività potenziale quindi una proiezione futura; la competitività di processo che riguarda programmi e processi attuati dal management; la competitività individuale che riguarda i singolo individui. L’azienda si muove in un contesto competitivo che si sviluppa su tre direttrici: business, mercato e settore. Il business è la combinazione di tre elementi: la funzione d’uso del prodotto offerto; il target dei consumatori; la tecnologia utilizzata. Il mercato è il punto d’incontro tra domanda e offerta di un prodotto. Il settore è l’ambito nel quale l’impresa agisce e che viene definito da tecnologia, caratteristiche commerciali, dai materiali utilizzati, dalla destinazione d’uso del prodotto.
Orbene il contesto competitivo in cui l’azienda si muove può essere analizzato secondo uno schema che vede al centro la valutazione della rivalità delle imprese esistenti, su tale valutazione gravano a monte il potere contrattuale dei fornitori e a valle quello dei clienti; a sinistra troviamo la minaccia di nuovi competitor; a destra la minaccia di prodotti sostitutivi. Infine un’azienda deve valutare anche il ciclo di vita di un settore ovvero di un prodotto, partendo dall’introduzione per poi passare allo sviluppo, alla maturità e quindi al declino del prodotto che può essere determinato da obsolescenza, scarsa innovazione, poca redditività, elevata concorrenza.

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Sep 24, 2018 By redazione